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2006-09-07
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Vicenda Sadobre, il Landeshauptmann: "Non mi dimetto"

Incompatibilità

BOLZANO — "Ho agito sempre nell’interesse della provincia senza mai guadagnare nemmeno un centesimo". Dopo il caso Sadobre e l’ennesima invito a dimettersi, il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder replica con fermezza a chi ritiene che il Landeshauptmann dovrebbe dimettersi in quanto, al momento della sua elezione, era presidente di una società a maggioranza pubblica: l’istituto per l’innovazione tecnologica.
"L’opposizione lavora per farmi affondare e — ironizza Durnwalder — mi fa piacere che ci sia tutta questa attenzione nei miei confronti. Comunque voglio ricordare che io ho sempre agito nell’interesse della provincia e per questi incarichi non ho mai preso nemmeno un centesimo". Dopo aver sollevato "l’affare Sadobre", il Gruppo di iniziativa per lo stato di diritto ha preso di nuovo di mira il presidente della giunta per una questione analoga. Il Gisd infatti chiede le dimissioni di Durnwalder in quanto il Landeshauptmann era anche presidente del consiglio di amministrazione dell’Istituto per l’Innovazione tecnologica, una società a maggioranza pubblica che, proprio dalla provincia, ha ricevuto un contributo di 500mila euro.
"Durnwalder — scrive il Gisd — dovrebbe avere un minimo di correttezza istituzionale e dimettersi come accade nei paesi democratici. I partiti di opposizione e i gruppi critici nell’Svp dovrebbero unirsi alla richiesta di dimissioni".
Il Landeshauptmann, che finora non ha mai replicato alle accuse del Gisd, non sembra scomporsi troppo e replica punto per punto. "Sono diventato presidente dell’Istituto per l’innovazione tecnologica in un momento preciso, ovvero — spiega Durnwalder — quando si trattava di avviare un negoziato con Roma per portare a Bolzano il Centro di competenza per le tecnologie sulla montagna di Chamonix. In questa situazione — continua — credo di aver difeso l’interesse dell’Alto Adige, il mio impegno è stato solamente temporaneo e assolutamente gratuito quindi non capisco proprio di che cosa mi accusino questi signori".
Alla fine il "caso Sadobre" si era concluso con un nulla e, probabilmente, anche il "caso istituto per l’innovazione" si chiuderà senza troppo rumore visto che il Gisd, essendo scaduti i termini di legge, non ha intenzione di presentare ricorso.
M. An.


Articolo tratto da "Corriere dell'Alto Adige" del 30 agosto 2005, p. 2

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